Aderire all’EBRET: linee generali

A partire dal 1° luglio 2010, la bilateralità prevista dagli accordi e dai contratti collettivi dell'artigianato è un sistema che coinvolge tutte le imprese aderenti e non aderenti alle associazioni di categoria firmatarie degli accordi medesimi, in quanto eroga prestazioni di welfare contrattuale che sono indispensabili a completare il trattamento economico e normativo del lavoratore previsto all'interno dei contratti collettivi di categoria, e rappresentano un diritto contrattuale di ogni lavoratore. L’impresa, aderendo alla nuova bilateralità ed ottemperando ai relativi obblighi contributivi, assolve ogni suo obbligo in materia nei confronti dei lavoratori.

Nel 2016, i Consigli Direttivi di EBNA e di FSBA hanno deliberato in merito alla nuova contribuzione a cui devono attenersi le imprese e i lavoratori al fine di ottenere le prestazioni previste dal Decreto Legislativo 148/2015. L'Accordo Interconfederale del 7 febbraio 2018 ha chiarito ulteriormente la sfera di applicazione del contributo EBNA.

I versamenti mensili in sintesi

Riepilogo4

F24 ed Uniemens: come versare

Le imprese aderenti devono versare su F24 una quota omnicomprensiva per la nuova bilateralità.

L’iscrizione si perfeziona tramite versamento mensile su modello F24, rigo unico, nella “SEZIONE INPS” con causale tributo “EBNA”attribuito dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 70/E del 08/07/2010.

Detto versamento ricomprende in un’unica quota quanto destinato a EBNA e funzionamento FSBA, la sicurezza sul lavoro, le quote per la rappresentanza e le prestazioni che vengono erogate dagli Enti Bilaterali Regionali nonché il loro funzionamento.

Parallelamente, nella denuncia Uniemens, nella sezione denuncia individuale, occorre valorizzare il codice “EBNA” (INPS, circ. 122/2010) nell’elemento <CodConv> dell’elemento <Conv>, con il relativo importo mensile, composto sia dalla quota fissa che dalla quota variabile, ed il relativo mese di competenza del versamento effettuato nell’attributo <Periodo>.

La quota EBNA a partire dal 2016

L'EBNA, in conformità con quanto previsto dalla Legge 183/2014, dal D.Lgs. 148/2015, dagli accordi interconfederali in materia e dalle relative comunicazioni del Ministero del Lavoro, il 19 gennaio 2016 ha deliberato quanto segue:

• A partire dal 1° gennaio 2016, per le imprese per le quali non trovano applicazione i trattamenti di integrazione salariale previsti dal Titolo I° del D.Lgs. 148/2015, i versamenti per ogni lavoratore in forza nel mese sono composti dalla somma di una cifra fissa destinata ad EBNA pari a 7,65 euro al mese per 12 mensilità, e di una percentuale destinata ad FSBA calcolata sulla retribuzione imponibile previdenziale pari allo 0,45% a carico dei datori di lavoro. A partire dal 1° luglio 2016, tale percentuale è stata incrementata dello 0,15% della retribuzione imponibile previdenziale. Tale incremento dello 0,15% è a carico dei lavoratori e la relativa somma deve essere trattenuta dalla busta paga degli stessi.

La quota di contribuzione in cifra fissa mensile pari a 7,65 euro è dovuta per intero anche per tutti i lavoratori con contratto part-time, in quanto gli stessi lavoratori usufruiscono in egual misura delle prestazioni coperte dal contributo. Il contributo è infatti relativo a tutti i lavoratori dipendenti in forza, anche per frazione di mese, sia che pratichino lavoro a tempo pieno che parziale.

Sono esclusi dal novero i dirigenti ed i lavoratori a domicilio. Sono altresì esclusi dal campo di applicazione le imprese che adottano i CCNL dell’edilizia in quanto organizzate in altri fondi.

Le sole imprese per le quali trovano invece applicazione i trattamenti di integrazione salariale previsti dal Titolo I° del D.Lgs. 148/2015 continuano a versare 125 euro annui, in ragione dell’applicazione dei Contratti nazionali di lavoro, e delle prestazioni loro erogate.

La relativa quota di contribuzione in cifra fissa mensile pari a 10,42 euro è dovuta per intero anche per tutti i lavoratori con contratto part-time, in quanto gli stessi lavoratori usufruiscono in egual misura delle prestazioni coperte dal contributo.

• Per le sole imprese del settore Autotrasporto Merci: con decorrenza 1° giugno 2017, in base all'accordo regionale siglato il 2 maggio 2017 dalle Parti Sociali della Toscana del settore Autotrasporto Merci, per questo solo settore il versamento mensile EBNA che occorre effettuare su F24 è calcolato per ciascun dipendente in base alla seguente somma: una cifra fissa di 7,65 euro + lo 0,60% della retribuzione imponibile previdenziale (come previsto per la generalità delle imprese artigiane) + l'ulteriore cifra fissa di 10 euro (per il Fondo Speciale Autotrasporto). Il campo di applicazione riguarda tutti i dipendenti delle imprese artigiane che hanno sede legale o unità distaccate in Toscana ed applicano il CCNL Trasporto Merci e Logistica, nonché i dipendenti delle aziende non artigiane aderenti alle Organizzazioni firmatarie dell'accordo che abbiano sede legale in Toscana ed agli stessi dipendenti assunti in unità distaccate nella Regione Toscana, che applicano il CCNL Trasporto Merci e Logistica.

Il campo di applicazione: l'Accordo Interconfederale del 7/2/2018

L'accordo del 7 febbraio 2018 ha chiarito ulteriormente la sfera di applicazione del contributo EBNA, che riguarda:

1) tutte le imprese artigiane con CSC 4 (esclusa l'edilizia), senza limiti dimensionali; esse versano mensilmente l'EBNA sommando la parte fissa a lavoratore (7,65 euro) e la parte variabile della quota (0,60% della retribuzione imponibile previdenziale, di cui lo 0,15% a carico del lavoratore); il contributo dovuto è unitario e dà diritto alle prestazioni previste dal D.Lgs. 148/2015 ed alle prestazioni ulteriori previste dalla contrattazione collettiva nazionale e regionale in favore dei lavoratori e delle imprese;

2) associazioni, enti e società promosse, costituite o partecipate dalle Organizzazioni sottoscrittrici l'Accordo (quota mensile EBNA a lavoratore data anche qui dalla somma del fisso di 7,65 + lo 0,60% della retribuzione imponibile previdenziale, di cui lo 0,15% a carico del lavoratore);

3) le imprese non classificate come artigiane, inquadrate in un CSC INPS diverso da 4, che applicano CCNL che prevedono l'adesione alla bilateralità ed hanno da 1 a 5 dipendenti (quota EBNA data anche in questo caso dalla somma del fisso di 7,65 + lo 0,60% della retribuzione imponibile previdenziale - di cui lo 0,15% a carico del lavoratore - a finanziamento di una nuova prestazione della bilateralità ordinaria analoga a quelle erogate da FSBA);

4) le imprese non classificate come artigiane, inquadrate in un CSC INPS diverso da 4, che applicano CCNL che prevedono l'adesione alla bilateralità ed hanno almeno 6 dipendenti, essendo obbligate al versamento al FIS (il Fondo di integrazione salariale dell'INPS) devono versare all'EBNA la quota mensile fissa di 10,42 euro a lavoratore; lo stesso vale per le aziende artigiane che sono soggette alla disciplina della Cassa integrazione guadagni (Titolo I, D.Lgs. 148/2015).

L'accordo ha disciplinato anche il caso dell'obbligazione alternativa all'adesione alla bilateralità artigiana.
Il versamento EBNA è unico ed obbligatorio e comprende l'adesione a FSBA, il Fondo nazionale le cui prestazioni di sostegno al reddito per mancanza di lavoro derivano da un obbligo legislativo.
Le imprese che non aderissero al sistema della bilateralità artigiana nel suo complesso decidendo invece di versare ai propri dipendenti gli importi dovuti a titolo di Elemento Aggiuntivo della Retribuzione quale obbligazione alternativa al versamento all'EBNA (25 euro) ed a San.Arti. (ulteriori 25 euro), devono comunque:
1) effettuare regolarmente il versamento mensile EBNA su F24 (rigo unico, parte fissa + parte variabile);
2) riconoscere regolarmente ai propri dipendenti la doppia obbligazione alternativa;
3) garantire ai propri dipendenti le medesime prestazioni erogate dalla Bilateralità e da San.Arti.; questo perché sia gli importi dell'obbligazione alternativa che le prestazioni erogate dagli istituti bilaterali previsti dagli accordi e dai contratti collettivi sono a tutti gli effetti un diritto contrattuale dei lavoratori, come confermato anche da due sentenze emesse il 12 novembre 2014 dal Tribunale di Bergamo.
Le imprese rientranti in questa casistica e che ottemperino a tutti e tre i punti sopra indicati potranno così chiedere all'Ente Bilaterale territorialmente competente la restituzione della quota fissa dovuta a titolo di EBNA, meno 2 euro annui che sono destinati al funzionamento di FSBA; sarà l'EBNA ad indicare la procedura di rimborso da adottare in questi casi.

La retribuzione imponibile previdenziale

La retribuzione imponibile previdenziale sulla quale calcolare le quote variabili della contribuzione destinata a FSBA è determinata in applicazione delle disposizioni generali di legge. La retribuzione imponibile utile al calcolo, pertanto, include anche le mensilità aggiuntive contrattualmente previste. In assenza di retribuzione imponibile previdenziale nel mese (es. maternità, infortunio ecc.), resta comunque dovuta la quota fissa della contribuzione EBNA pari a 7,65 euro a lavoratore.

Contributo di solidarietà INPS (codice M980)

La quota di solidarietà del 10% di contribuzione prevista dalla Legge 103/1991 è dovuta per la contribuzione di euro 27,25 e 60,50 annui (rispettivamente per le imprese per le quali non trovano o trovano applicazione i trattamenti di integrazione salariale previsti dal Titolo I del Decreto 148/2015) relativa alle prestazioni ed al funzionamento degli Enti Bilaterali Regionali.

Procedura per il rimborso di eventuali somme non dovute

In caso di versamenti duplicati, erronei o non dovuti è possibile chiedere il rimborso, utilizzando il modulo scaricabile da www.ebna.it. E’ sufficiente inviare all'EBRET (con email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , per posta a EBRET, Via del Ponte di Mezzo 56, 50127 Firenze) la richiesta di rimborso così come prevista dall’EBNA.

Non è possibile, così come chiarito dalla Direzione Generale dell’I.N.P.S. con circolare n. 39 del 22.02.2011, portare a conguaglio i predetti crediti nei confronti dell’EBNA con debiti per partite correnti. In altre parole, non è ammesso il recupero dei predetti importi nel modello F24 né diminuendo il versamento relativo ad un debito corrente, né effettuando una compensazione esterna nella delega di versamento fra eccedenza pregressa e debito corrente. In tali casi, il datore di lavoro potrà presentare richiesta di rimborso all’Ente Bilaterale Regionale.

Precisiamo che l'EBRET si occupa della fase istruttoria delle pratiche di rimborso, mentre è l'EBNA ad effettuare il relativo bonifico.

Link utili

EBNA

FSBA

La Delibera dell'EBNA del 19 gennaio 2016

La Nota esplicativa dell'EBNA del 26 gennaio 2016

L'accordo Interconfederale del 7 febbraio 2018